Poesia
I nostri vini sono legati ad una storia d’amore, una storia di altri tempi. Un tempo passato dove l’amore con tutti i suoi intrecci, le sue trame e i legami che crea è come il vino, intriso di passione…
Intrecci
“..Gli concedeva un ballo all’anno nella festa del vino che si teneva sul posto più alto di quel luogo santo….Dopo aver pigiato a piedi nudi nelle botti l’uva, solo una volta, lei si concesse, travestita, s’intrufolò e lui l’amò lì in… Intrecci”
Legàmi
“Legàmi antichi che il tempo crea, inerzia, tutto è fermo all’istante, siamo la stessa persona di ieri, quella di oggi, siamo esseri infiniti pieni di luce e la morte non esiste….. Lei, di classe, bella dama evanescente; lui, fisico forte, ballano ancora alla festa del vino sotto occhi ignari, con l’anima triste aspettano che l’unica goccia di sangue che avevano diventi amore…”
La vita nella teatralità
è prendere in giro la nostra fine.
Tra gli obiettivi di Cantine Catena anche la valorizzazione del territorio attraverso la promozione della cultura e delle eccellenze locali. Per esaltare il naturale connubio tra arte e tradizione vitivinicola, Cantine Catena ha portato in scena “Catena”, spettacolo teatrale in un atto di Antonella Marina Gensale.
Lo spettacolo, promosso dall’Associazione Culturale Panta Rei e interpretato dalla Compagnia teatrale “Clan H” (musica in scena con Vanni&Troupe e regia del Maestro Salvatore Mazza), è stato presentato il 29 Novembre 2014 nella splendida cornice del Teatro Gesualdo.
L’incasso della serata è stato devoluto a favore della Fondazione Malattie Miotoniche per sostenere e incoraggiare, attraverso l’arte, la ricerca.
Cantine Catena ha in programma altre iniziative che leghino l’arte, la cultura e la solidarietà.
In fondo il vino è coinvolgimento, passione. Quasi tutti i nostri sensi, dall’olfatto al gusto, fatta eccezione per l’udito, sono coinvolti nell’ assaggio di un bicchiere di vino. Cantine Catena ha cercato di ampliare questa esperienza sensoriale.
“Hanno perso gusto, olfatto, tatto, udito e vista…Sono figli di un tempo minore dove vige la banalità e la solitudine”
Da un estratto dello spettacolo “Catena”